L'immagine del Beato Giobbe benedetta da Mons. Vincenzo Bertolone

San Floro, Lunedì 21 Agosto 2017 - 16:15 di Redazione

Uno sguardo antropologico alle origini, in sericoltura e la devozione per il Beato Giobbe L’industria serica anche in Calabria, per un lungo periodo è stata affidata alla protezione del Beato Giobbe (santu Ciùappu), in memoria dé i vermi che, dopo la sua morte, consumarono le sue carni e si trasformarono in bachi da seta che salirono su un albero di gelso posto ai suoi piedi e alla fine diventarono tanti bozzoli. A lui si rivolgeva ogni famiglia contadina che allevava “u siricu” (il baco da seta), affinché proteggesse gli all’allevamenti dei bachi da seta aspettando un raccolto abbondante.          

A San Floro si è deciso di riallacciarsi a questa antica tradizione Lungo la via della seta a San Floro, ad un certo punto della strada, da anni è stata edificata un’icona votiva che si compone di tre facciate: in una c’è una statua di Padre Pio, in un’altra l’immagine iconografica di San Floro (Protettore dei Sanfloresi), la terza è vuota . Il 22 agosto del 2017 alle ore 18:30, con grande emozione ed amore, riempiremo quel vuoto alla presenza di S.E. Mons. Vincenzo Bertolone, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi Catanzaro-Squillace, che con rito ufficiale benedirà l’immagine del Beato Giobbe per fare in modo che non si perdano i valori e le tradizioni della devozione legata alla bachicoltura, collegando storia e vita contemporanea.



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